Agli inizi di questo secolo, dove ora sorge il B&B I Cordari , c'era una piccola bottega situata nel basso dove lavorano numerosi cordari intenti ogni giorno a stendere e intrecciare lunghe funi che venivano richieste ed utilizzate principalmente dalle Lance (in dialetto I Lanz)  dei pescatori di Vieste. 


Essi avevano necessità di ampi spazi da permettere di stendere i fili, d’intrecciarli e di ritorcerli.  

La Vieste dei primi del 900' a vocazione marinara e rurale era un paese pieno di marinai, campagnoli e artigiani, e tutto era fatto secondo antiche tradizioni che affondano le radici fin dall'anno 1000 tempo in cui Vieste si limitava all'attuale zona del centro storico, fino ai tempi dell'invasione della grande flotta di settanta Galee del terribile corsaro ottomano Dragut Rais, il quale catturo' settemila persone, decapitando circa cinquemila viestani sulla Chianca Amara e deportando tante donne e bambini destinati al mercato degli schiavi .. ma questa è un'altra storia.

 
Si diventava cordai per tradizione familiare e quella parte di Vieste era il centro della vita e dell'ingegno della popolazione locale che aiutava i cordari a stendere le corde per tutto il quartiere tenendo uniti tutti allo stesso filo, agli affetti e quella gioia che si respirava intorno al palazzo dei Cordari ai piedi del "Montarone". In primavera e in estate si lavorava dall'alba sino a tarda sera facendo girare la grande ruota fino alla luce delle candele. Durante la stagione degli amori i Cordari si trasferivano a Marina Piccola dove le Lance partivano e spiegavano le vele verso il mare Adriatico. 

I fili venivano filati partendo dalla fusella, il singolare arcolaio azionato dal figlio del cordaro : il cordaio, andando a ritroso con  la matassa di canapa sotto l'ascella, a mano a mano col pollice e l’indice dipana, stira e fila ottenendo i filacci. Poi la commettitura che consisteva nel mettere assieme i diversi filacci per la corda base, per passare poi alla torsione per la composizione dei trefoli. Si parte dai capi opposti alla ruota e con un particolare attrezzo di legno chiamato aravia, una sorta di volano al quale sono collegate le filacce, sostenute dalle croci e già inserite nei rocchetti, quindi si procede in avanti piano piano, ruotando l'aravia, sganciando il ferretto, il quale girando su se stesso sbenda la corda. Una volta pronti, i trefoli vengono bagnati e lisciati per mezzo di un'apposita rete metallica che porta via le scorie residue, mentre restano ad asciugare al sole per fissar bene l'intreccio e dare vita a tanti tipi di corde, per esempio per gli ormeggi, il volantino, il merlino, la gomena, e poi c'era la "r'manenz",  pezzi di corda avanzati, che venivano regalati ai ragazzi della bottega.

I proprietari Piero e Rossella hanno inteso dare valore ai Cordari ed al loro lavoro, intitolandogli il loro bellissimo B&B che avrà la forza e la robustezza di quel filo, di quella corda e di quella passione, che teneva unita un'intera comunità.

 
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